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sabato 7 aprile 2012

La ricerca della felicità

LA TRAMA: Christopher Garner vive con la moglie e il figlio Chris a San Francisco, dove vende degli scanner per misurare la densità ossea. Ma nonostante questo si accumulano i debiti, l'affitto, la scuola, le multe da pagare. Un giorno, vede un broker uscire dal suo luogo di lavoro. Allora, Christopher decide di ottenere quel lavoro, nonostante la povertà, la moglie che lo lascia, e la difficile battaglia per rimanere con suo figlio.

L'IDEA: Il primo film americano di Gabriele Muccino è un favola, il racconto di un sogno americano che si realizza, il sogno di diventare ricchi e felici partendo da una condizione di estrema precarietà. Il fatto però che questa sia una storia vera rende il film realistico.
Bravissimi tutti gli attori, da Will Smith, padre coraggio, capace della più grande tenerezza e della più grande protezione nei confronti di suo figlio, interpretato da Jaden Smith, vero figlio dell'attore, anche lui bravissimo. Chi disturba un po' è il personaggio di Thandie Newton, ma forse la cosa è dovuta al doppiaggio che non è molto accurato.
Un altro pregio del film è il suo mostrare come, nella società dorata in cui Christopher tenta di entrare, si può essere in un momento adorati oppure scacciati, poiché quei ricchi con le belle case e i posti esclusivi alle partite di football non sanno veramente cosa vuol dire essere chiusi fuori dalla propria casa e dover dormire in un bagno pubblico, danno tutto per scontato.
Un film commovente.

VOTO: 9

domenica 1 aprile 2012

Dédé- A' travers les brumes

LA TRAMA: La vita di André Fortin, un cantante del Quebec capace di mescolare la carriera musicale, con il suo gruppo Les Colocs, e l'impegno politico come membro attivo per l'indipendenza del Quebec.

L'IDEA: Inedito in Italia, Dédé-A' travers les brumes ricostruisce molto bene la vita di André Fortin, passando in rivista, anche attraverso le sue canzoni, i momenti più belli e più tragici della sua vita, come la morte del fisarmonista Patrick Esposito Di Napoli, oppure il fallimento del referendum per l'indipendenza del Quebec nel 1995. Una vita tragica, che il regista Jean Philippe Duval mette in relazione con il gatto Belzebuth, protagonista di una celebre canzone del gruppo Les Colocs. Molto efficace l'inizio, quando la canzone di Belzebuth viene presentata come un cartone animato, oppure quando la città di Montréal si anima di vita propria all'arrivo di Dédé.
Il film ha ricevuto diverse nomination ai premi Jutra, gli Oscar del cinema del Quebec, nel 2010, tra cui il miglior film e il miglior attore protagonista per Sébastien Ricard.

VOTO: 10 

Sciopero

LA TRAMA:Accusato ingiustamente di furto, un operaio si suicida. I suoi colleghi, indignati, organizzano uno sciopero, chiedendo al padrone un aumento del salario e diversi altri diritti. Ma ovviamente il grasso capo non è disposto a concederglieli...

L'IDEA: Sciopero è il primo film, del 1924, del regista Sergei Eisenstein, ma non è un capolavoro. Come in tutti i film di Eisenstein, come i successivi Ivan il Terribile e Alexander Nevsky, la recitazione sembra quasi teatrale, così come la fotografia. Ma c'è qualcosa di pesante, quasi barocco, forse certe scene troppo lunghe oppure l'utilizzo di troppo simboli (le spie dei capi che richiamano un animale, il padrone della fabbrica grasso e cinico). Inoltre, molto più che nelle sue altre opere, è evidente lo sfondo propagandistico del film.

VOTO: 7

giovedì 22 marzo 2012

The Dreamers-I Sognatori

LA TRAMA: Maggio 1968. Matthew (Michael Pitt), un ragazzo americano che studia per un anno a Parigi, conosce alla Cinématheque, di cui è un assiduo frequentatore, due fratelli, Isabelle (Eva Green) e Théo (Louis Garell). Quando i genitori partono in vacanza, Isabelle, Théo e Matthew si rinchiudono in casa, in uno strano triangolo amoroso, mentre fuori infuria la contestazione.

L'IDEA: Film polemico di Bernardo Bertolucci, The Dreamers è una critica, anche attuale, di tutte quelle persone che parlano di politica, si dicono contro il sistema e le sue regole, ma poi quando viene il momento di agire, si rintanano tra loro e non escono dal loro guscio. Ed è proprio quello che critica anche Matthew di Isabelle e Théo, che da una parte contestano i loro genitori, e dall'altra sono troppo occupati dalla loro unione, dalla morbosità del loro rapporto che non li fa vivere veramente a contatto con la realtà, tanto che, quando il ragazzo li definisce dei bambini, loro lo chiamano 'crudele'.
Ma The Dreamers è anche un omaggio al cinema, e a quello della Nouvelle Vague più particolarmente, con decine di citazioni, da Fino all'ultimo respiro a Bande à part, fino a classici come Freaks e Venere Bionda.
Una manna dal cielo per i cinefili!

VOTO: 10

Anonymous

LA TRAMA: Alla fine del regno di Elisabetta I, il nobile conte di Oxford affida le sue opere al drammaturgo Ben Johnson perché possa rappresentarle col suo nome. Hanno titoli come Machbeth, Romeo e Giulieta, Sogno di una notte di Mezza Estate. Ma l'attore Will Shakespeare inganna Johnson e firma al posto suo...

L'IDEA: Anonymous, il nuovo film di Roland Emmerich, è una vera e propria frittata. Anche la trama del bel Shakespeare in Love è inventata, ma qui si arriva addirittura al surreale. Tra figli illegittimi di Elisabetta I (quando la realtà storica specifica che non ebbe neanche un figlio), attori che sanno leggere ma non scrivere e puritani che non si capisce perché s'impiccino degli affari degli altri, la stessa struttura del film è a tratti incomprensibile. Ad un certo punto sembra quasi che il regista voglia fare una tragedia shakespeariana, ma non ha gli ingredienti giusti per farlo, né i dialoghi brillanti, né i personaggi di cui ti innamori a prima vista. Quando si arriva alla scena più tragica, non ci si sente neanche coinvolti. Purtroppo.

VOTO: 5

venerdì 16 marzo 2012

I girasoli

LA TRAMA: Giovanna e Antonio si sposano solo perché lui abbia dodici giorni di permesso prima di partire in Africa per la guerra. Ma dopo dieci giorni, i due si accorgono che si vogliono bene. Antonio finge di essere impazzito, ma è smascherato e viene quindi mandato in Russia. Dopo la guerra, Antonio non torna. Giovanna parte alla sua ricerca.

L'IDEA: Film del 1970 di Vittorio De Sica, I girasoli è un bel film, una riflessione amara sulla Secomda Guerra Mondiale. I due interpreti Sophia Loren e Marcello Mastroianni sono entrambi molto bravi, anche se all'inizio, quando il tono del film è ancora quello della comedia, Mastroianni esagera un po'. Poi, poco a poco, si va sempre di più in un film dai toni drammatici, ad inseguire un amore stroncato da una guerra che i due protagonisti non sentivano loro. A tratti il ritmo è un po' discordante nella prima parte, ma nella seconda il film si segue bene, fino allo snodo finale, un po' strano per un film italiano. Ma dopotutto questo era il nostro cinema in quegli anni, un'arte originale che non si ripeteva mai.

VOTO: 9

sabato 10 marzo 2012

The Artist

LA TRAMA: Nel 1929, a Hollywood, George Valentin (Jean Dujardin) è un celebre attore muto. Un giorno conosce per caso Peppy Miller (Bérénice Béjo), e le da un consiglio che la porta al successo. Ma arriva il sonoro, e se Peppy diventa sempre più famosa, George cade poco a poco nell'oblio...

L'IDEA: The Artist è un bellissimo film, perfetto nella recitazione e nello stile, che non annoia mai nonostante sia muto e in bianco e nero. Anzi, proprio per questo prende forse più di certi film 'moderni'. Qualcuno ha detto che questo film non si meritava l'Oscar alla regia perché rischia di essere solo una meteora nel cinema (CIAK). Ma soltanto per la sua idea, il regista Michel Hazanavicius ha fatto del suo film un cult. Bravissimi gli attori, che sono riusciti a riprendere abbastanza bene la recitazione dei grandi attori del muto. The Artist rappresenta anche molto bene un'epoca, quella dei tempi d'oro di Hollywood, e vi guarda con sguardo nostalgico. Bellissima la musica, che si è ben meritata un Oscar.
Un altro attore che merita i complimenti è Uggie, che non per altro ha vinto il collare d'oro!

VOTO: 10


sabato 18 febbraio 2012

La grande guerra

LA TRAMA: Oreste Jacovacci e Giovanni Busacca si incontrano sotto le armi durante la Prima Guerra Mondiale. Sono di carattere completamente diverso, ma una cosa li accomuna: non vogliono troppo impegnarsi nella guerra, e, in un modo o nell'altro, riescono sempre a defilarsi dalla battaglia. Ma comunque, dopo varie avventure, morirano di una morte eroica fucilati dagli Austriaci.

L'IDEA: Il film di Mario Monicelli, Leone d'Oro al Festival di Venezia nel 1959, è un affresco comico e struggente al tempo stesso della Prima Guera Mondiale, della quale si vede tutto, dalla crudeltà delle trincee a quella dei comandanti. Bravissimi sia Alberto Sordi che Vittorio Gassman, nel ruolo della strana coppia Oreste/Giovanni. Da ricordare la scena in cui l'esercito italiano e quello austriaco si contendono una gallina, censurata all'epoca del film chissà per quale motivo. Ottima la sceneggiatura, piena di umorismo e tempi comici al posto giusto. Un classico che invecchia bene.  

VOTO: 10

giovedì 16 febbraio 2012

Tempi Moderni

LA TRAMA: Charlot, operaio, a causa del suo ripetitivo lavoro ha un esaurimento nervoso. Dimesso dall'ospedale, gliene capitano di tutti i colori: va in prigione per essere stato preso a torto come un capo comunista, viene graziato per aver sventato un' evasione, perde il lavoro in un cantiere navale, e conosce una ragazza, la Monella, un'orfana sfuggita alla polizia. Ed è subito amore! 

L'IDEA: Tempi Moderni è un classico attuale. Vedendo infatti le scene nella fabbrica dove lavora Charlot, non possiamo non pensare alle attuali, anche se sono poche, fabbriche, e alla classe dei lavoratori in generale, dato che i diritti conquistati cominciano ad essere calpestati. Da antologia diverse scene, come quella in cui i rappresentanti provano su Charlot la macchina per eliminare la pausa pranzo, quella in cui Charlot tenta di portare un piatto di anatra ad un cliente al ristorante ed infine la famosa scena in cui improvvisa una canzone sulle note di 'Io cerco la Titina'. Ma il personaggio che tocca di più al cuore è la Monella, interpretata da Paulette Goddard, all'epoca moglie di Charlie Chaplin. Tocca al cuore per il suo carattere un po' biricchino, per la sua grazia e per la sua bellezza semplice. Bellissima la risposta che da a Charlot che le chiede dove abita: "In nessun posto, ovunque."
Praticamente muto, questo è l'ultimo film in cui Chaplin interpretò il personaggio di Charlot, morto poi a causa dell'avvento del sonoro.

VOTO: 10

giovedì 9 febbraio 2012

Contagion

LA TRAMA: Una donna torna a casa da un viaggio in Asia e muore dopo pochi giorni per una misteriosa malattia. Tutti quelli con cui è entrata in contatto, tranne il marito che si rivelerà immune, muoiono. A partire da questo momento, si genera un'epidemia che scatena la reazione dell'OMS, dei centri di ricerca e di un blogger con pochi scrupoli.

L'IDEA: Contagion è un buon film dal punto di vista realistico. Probabilmente è proprio quello che succederebbe se ci fosse un'epidemia capace di fare 26 milioni di morti.
Il cast (Gwyneth Paltrow, Matt Damon, Laurence Fishburne, Kate Winslet, Marion Cotillar, Jude Law) è stellare, anche se viene decimato dalla malattia. Purtroppo, però, la pecca sta nel ritmo: se Contagion comincia bene, con scene da incubo che poi ti fanno temere di toccare qualunque cosa per i germi, dopo i primi tre quarti d'ora il film diventa poco a poco lento, troppo lento per un argomento del genere, e a forza da pure noia. C'è anche un buco di sceneggiatura: dove va a finire Marion Cotillar, peraltro doppiata malissimo?
Il film si riprende comunque nelle ultime sequenze, quando, quasi con uno stile da documentario, si ricostruisce l'origine della malattia e dell'epidemia.
Insomma, come per il precendente Intrigo a Berlino, Steven Soderbergh dovrebbe curare il ritmo dei suoi film.

 VOTO: 7

La solitudine dei numeri primi

LA TRAMA: Alice viene obbligata dal padre a fare una discesa sugli sci in una giornata di nebbia. Cade e si spezza una gamba, rimanendo zoppa. Mattia, bambino intelligente, viene invitato insieme a sua sorella gemella Michela, ritardata, ad una festa di compleanno. La abbandona su una panchina e la bambina non sarà mai più ritrovata. Anni dopo, Alice e Mattia si incontrano, e cominciano, attraverso gli anni, a perdersi, ritrovarsi e ad intrecciare le loro vite, marchiate a fuoco dai traumi dell'infanzia.

L'IDEA: Non ci si può non innamorare di questo film. E così è anche per i suoi protagonisti, così diversi eppure simili nella loro solitudine, così freak, in un certo senso. La delicata e fragile Alba Rohrwacher offre tutta se stessa, così come Luca Marinelli nel ruolo del cupo Mattia. E proprio Mattia a volte da sui nervi, perché accetta tutto ciò che gli si impone. Solo alla fine, ritornando sul luogo del fatto, insieme ad un'Alice ormai anoressica, riesce a ritrovare se stesso.
Poetica la regia di Saverio Costanzo, che in certi punti fa sembrare la storia un angosciante thriller, come all'inizio, quando nella recita dei bambini c'è la musica dell'Uccello dalle Piume di Cristallo di Dario Argento.
La sceneggiatura è stata scritta dal regista insieme a Paolo Giordano, dal cui omonimo libro, Premio Strega nel 2008, è tratto il film.
Vorrei finire questa recensione con una frase del New York Times a proposito del libro che vale anche per il film:
"Un ritratto squisito di ciò che potremmo definire sentimenti a livello subatomico."

VOTO:10 

Salvate il soldato Ryan

LA TRAMA: Durante la Seconda Guerra Mondiale, il soldato James Ryan è l'ultimo vivo di quattro fratelli. Accortosene, il governo americano decide di farlo tornare a casa. In Normandia, un manipolo di uomini, guidati da John Miller, è incaricato di trovarlo.

L'IDEA: Ispirato ad una storia vera, il film inizia con una lunghissima scena dello sbarco in Normandia del 6 giugno 1944. Una sequenza da mozzare il fiato per la sua violenza e per il suo manternerci incapaci di distogliere lo sguardo da quei corpi falciati e amputati dalle mitragliatrici e dalle bombe. Ma poi, ovviamente, la storia continua.
Tom Hanks è davvero convincente, forse si meritava davvero l'Oscar poi andato a Roberto Benigni nel 1998. Ci si attacca a tutti i personaggi tranne Upham, che acquista un po' più della nostra stima solo alla fine. Ed è interessante notare come Salvate il soldato Ryan ha nel suo cast un pugno di attori che, negli anni seguenti, sarebbero diventati molto famosi: oltre a Matt Damon ci sono anche Giovanni Ribisi, Paul Giamatti e Vin Diesel.
Commovente la fine del film.

VOTO:10

venerdì 20 gennaio 2012

Brothers

LA TRAMA: Sam, marine, parte in missione in Afghanistan. Quando viene dato per morto, suo fratello Tommy, appena uscito di prigione, si avvicina alla cognata Grace, e tra i due nasce una forte attrazione. Ma Sam in realtà è stato catturato dai talebani insieme ad un commilitone, e sarà liberato solo dopo aver subito forti traumi. Quando torna a casa, non è più lo stesso.

L'IDEA: Il film di Jim Sheridan, interpretato da Tobey Maguire, Jake Gyllenhaal e Nathalie Portman, è senza dubbio di forte impatto. Ma manca qualcosa. Non nell'interpretazione, che è ottima per tutti gli attori, ma forse nel ritmo, che non trascina completamente lo spettatore almeno fino al ritorno di Sam, quando l'atmosfera di sospetto e colpa diventa via via più palpabile, fino a sfociare nell'epilogo.
Brothers è il remake di Non desiderare la donna d'altri, film danese del 2004 di Susanne Bier.

VOTO: 8

domenica 25 dicembre 2011

La famiglia Sullivan

LA TRAMA: La storia quasi vera dei cinque fratelli americani Sullivan, dall'infanzia in una classica happy family di origine irlandese alla morte eroica nel Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale.

L'IDEA: La famiglia Sullivan è il tipico film propagandistico americano, in cui gli americani, così puliti, così morali, non possono far altro che vincere, con i loro valori sicuri. Il film è talmente moralista che sconfina nell'assurdo e fa ridere per non piangere. I dialoghi in molte parti rasentano la sdolcinatezza e l'imbarazzo. L'unico pregio di questo film è quello di aver ispirato a Steven Spielberg il magnifico Salvate il soldato Ryan.

Voto: 4

giovedì 1 dicembre 2011

Noi credevamo

L'unico film sul Risorgimento del 150° anno dell'Unità d'Italia è la storia di tre giovani affiliati alla Giovine Italia di Mazzini, attraverso cinquant'anni di storia italiana, dai moti del 1828 alla battaglia di Aspromonte.
Il film è a mio parere di grande valore, perché mescola con molta accuratezza personaggi reali -Mazzini, Felice Orsini, Francesco Crispi- a personaggi inventati -Domenico, Angelo, Salvatore. Anche se alcuni grandi dei tempi mancano, come Cavour e Garibaldi. L'occhio del regista Mario Martone è molto critico: infatti sono sottolineate le diverse e a volte contraddittorie posizioni dei personaggi,come quando Carlo Poerio si scontra con Domenico oppure -cosa realmente accaduta- Antonio Gallenga rinuncia all'ultimo momento ad assassinare re Carlo Alberto. Un film amaro, epico e al tempo stesso inglorioso. Credo che mi sia piaciuto molto anche perché ho appena finito il Risorgimento in storia, e ho riconosciuto tutti gli eventi narrati. Infatti chi non si è dato prima della visione una ripassata alla storia italiana potrebbe trovare qualche difficoltà a capire cosa stia accadendo e dove sono i protagonisti. Ma il film vale comunque davvero la pena di essere visto, anche solo perché la sua trama si conclude 150 anni fa, con la vergognosa battaglia di Aspromonte.
Da notare le potenti musiche di Verdi e Rossini.

Voto:10